La voce e la memoria. Storie di pecore, uomini ed altri animali

Sabato 25 Giiugno, alle ore 11, presso la Sala Convegni del Museo di Roviano, si terrà l’incontro La voce e la memoria. Storie di pecore, uomini ed altri animali, un evento che avrà come tema centrale la relazione umana con gli animali da allevamento. Quale ruolo hanno la voce e la memoria nel mondo pastorale? La capacità delle pecore di riconoscere la voce del pastore e l’importanza del suono nella relazione interspecifica sono conosciute da tempi immemorabili. Oggi la scienza, attraverso le ricerche etologiche, ci conferma le notevoli capacità intellettive e la sensibilità di questi animali. L’incontro sarà un’occasione per ascoltare la testimonianza diretta dell’ultimo pastore tradizionale di Roviano, ma anche per dare uno sguardo a mondi lontani, che ci rivelano la sorprendente reattività musicale dei nostri compagni di viaggio.

Interverranno Marcella Guidoni (antropologa, autrice del volume NARRARE GLI ANIMALI, Efesto Edizioni) e Fabrizio Giacinti (antropologo, ricercatore CIBCA per il Museo di Roviano).
Con le testimonianze di Italo Innocenzi e Vinicio Innocenzi e la presenza dell’Editore Alfredo Catalfo (Efesto).

Info: info@museoroviano.it | +39 3206932279

Storie di maestri e musei di montagna

Il 20 aprile è stata inaugurata la mostra virtuale “Storie di maestri e musei di montagna”, realizzata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università della Valle d’Aosta, il Museo Vallivo Valfurva e il Sistema museale della Valtellina e a cui il Museo di Roviano ha offerto un suo contributo.

La mostra intende presentare alcune figure di maestri di montagna e dei musei etnografici da essi realizzati, spesso con fini didattici. A partire dalla figura di Mario Testorelli, per lunghi anni maestro, sindaco e animatore culturale nella comunità alpina di Valfurva, in Alta Valtellina, la mostra racconta storie di maestri e maestre che hanno lasciato una testimonianza materiale del loro lavoro pedagogico all’interno dei musei etnografici nei territori della montagna e delle aree interne italiane. Gli oggetti scelti e messi in mostra su un sito dedicato, insieme a brevi testi e narrazioni sotto forma di podcast, hanno il compito di illustrare la vita e l’opera di maestri e maestre e dei loro musei.
Il progetto si inserisce nella cornice del Progetto di Ricerca di Ateneo (PRA) 2020 “L’alleanza scuola famiglia come strumento educativo. Esperienze, strategie e modelli pedagogici nella scuola primaria e dell’infanzia” diretto dal prof. Maurizio Piseri e coordinato dalla prof.ssa Teresa Grange dell’Università della Valle d’Aosta.
L’équipe di lavoro è formata da: Valentina Porcellana, ricercatrice e docente di Antropologia alpina presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università della Valle d’Aosta; Maria Valentina Casa, antropologa e direttrice del Museo Vallivo Valfurva; staff tecnico e informativo del Sistema museale della Valtellina; Matteo Volta, Amalia Campagna, Erika Podda e Giulia Ferrante, staff scientifico del gruppo di ricerca-azione Montagne in Movimento/UNIVDA (che si occupa di antropologia applicata e pubblica in aree interne e marginali)
Il Museo di Roviano collabora al progetto e per la nostra sezione i curatori hanno intervistato Artemio Tacchia, “maestro e fondatore” del Museo. La sua testimonianza è disponibile, assieme alle fotografie e a tutti gli altri materiali, all’indirizzo https://aspirelab.altervista.org/?page_id=367

Narrare gli animali

E’ da qualche giorno disponibile il volume di Marcella Guidoni Narrare gli animali. Individualità e memoria nella relazione interspecifica (Edizioni Efesto, Roma, 292 pp.), pubblicato nell’ambito della collana dei Quaderni del Museo di Roviano. Il libro, attraverso un approccio di ricerca di tipo etnoantropologico, getta uno sguardo nuovo sugli “animali da allevamento”, suscita emozioni e pone domande sul nostro rapporto con il mondo naturale.

L’uomo occidentale è tendenzialmente portato ad ignorare, con conseguenze sempre più drammatiche, il fatto che la complessità e la fragilità del mondo in cui viviamo sono il risultato di un’evoluzione di milioni di anni. Di qui l’invito della Guidoni ad ascoltare la voce della natura, ad avviarsi per sentieri inesplorati, alla ricerca di narrazioni che sfidino quelle del potere dominante: una nuova mitologia che narri ogni luogo della Terra come una comunità da condividere con gli altri esseri viventi e non come un oggetto inerte da sfruttare. Il volume accoglie la prefazione di Carla Rocchi, antropologa e animalista, attuale presidente dell’Ente Nazionale per la Protezione Animali.

Una parte della ricerca della Guidoni è stata svolta nella Valle dell’Aniene e nel volume è riportata la trascrizione di un’interessante serie di interviste al pastore Italo Innocenzi di Roviano.
La collana dei “Quaderni”, dopo la recente pubblicazione del Catalogo del Centro di Documentazione (n. 3) si arricchisce di un nuovo tassello per la comprensione di alcuni fenomeni riguardanti la cultura tradizionale del Lazio, in attesa di ulteriori contributi.

Per approfondimenti visita la pagina delle Pubblicazioni

Presentazione del film AQUA al Parco del Montano di Roviano


Venerdì 9 agosto, alle ore 21.30, presso il Parco del Montano di Roviano, verrà presentato al pubblico il film “AQUA. Memoria e vita intorno al Fiume Aniene”di Chiara Crupi (regia) e Emiliano Migliorini (coordinamento scientifico). AQUA è un documentario sulla memoria, sulla storia e sulle tradizioni popolari collegate al fiume Aniene. La ricerca nasce da un progetto del Sistema Museale Territoriale Medaniene e indaga, attraverso una campagna di documentazione sul campo, la realtà culturale connessa alla presenza dell’acqua. Ad integrare le immagini di riti, feste e di luoghi che illustrano questo rapporto vi sono interviste ai testimoni della cultura tradizionale e a etnoantropologi, storici locali e documentaristi. Il film è diviso in quattro capitoli che trattano questo ampio tema da diverse angolazioni: devozione, socialità, lavoro e cibo.

La realizzazione del film documentario “AQUA. Memoria e vita intorno al Fiume Aniene” ha avuto inizio nell’autunno del 2016. Nei primi mesi si è effettuata una ricognizione degli archivi dei Musei del Sistema Territoriale Medaniene (in particolare il Centro di Documentazione e Laboratorio Multimediale del Museo della Civiltà Contadina di Roviano) e si è preso contatto con gli studiosi e documentaristi locali per il recupero di informazioni dirette circa l’oggetto da indagine. A questa prima fase è seguito un lungo periodo di ricerca sul campo che ha coinvolto vari paesi della Valle dell’Aniene (Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Jenne, Marano Equo, Riofreddo, Roviano, Subiaco, Vallepietra, Vicovaro, Vivaro Romano) e anche comuni di zone limitrofe (Marcellina, Roiate) e ha portato alla costituzione di una rete di informatori e una mappa degli specifici luoghi d’interesse. Seguendo metodologie di ricerca antropologica si è quindi iniziato con i rilevamenti sul terreno audio, video e fotografici che, in qualche mese, hanno permesso di ottenere una consistente documentazione su vari aspetti del rapporto uomo/acqua, aspetti che investono svariati argomenti: religiosità, attività produttive, mondo domestico, elementi simbolico-rituali, ricreazione e turismo, gastronomia. Le interviste sono state condotte ascoltando e raccogliendo le memorie dei più anziani per metterle poi in correlazione con le voci del mondo contemporaneo ed effettuando incontri con studiosi delle culture locali e specialisti demoetnoantropologi, che in passato hanno lavorato sul territorio della Valle dell’Aniene. Si sono resi disponibili per le interviste, tra gli altri: Paola Elisabetta Simeoni, antropologa culturale, docente della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici, già collaboratrice del Museo della Civiltà Contadina di Roviano; Artemio Tacchia, studioso di tradizioni locali e fondatore del Museo della Civiltà Contadina; Pino Bonifazio, documentarista e studioso di tradizioni locali; Walter Pulcini, storico locale.

Una raccolta di materiali che comprende complessivamente circa 40 ore di videodocumentazione, 10 ore di registrazioni audio e circa 500 immagini fotografiche che saranno accolte nel Centro di Documentazione del Museo di Roviano, con la possibilità di essere fruite per eventuali successive ricerche sul tema.

Al Museo di Roviano nasce l’Osservatorio Pupazza

Sabato 10 marzo 2018 presso il Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene si è dato avvio alla costituzione dell’Osservatorio Pupazza, la formalizzazione di un percorso che ha l’intento di costruire una rete tra soggetti che si dedicano sullo studio e alla messa in atto della tradizione delle pupe, delle pantàsime e delle pupazze, per la realizzazione di pratiche che puntino alla salvaguardia di questa espressione della cultura demoetnoantropologica immateriale e materiale.
All’incontro hanno partecipato: il direttore del Museo di Roviano Emiliano Migliorini, Michela Moltoni Consigliere Delegato alla Cultura del Comune di Roviano, la Pro Loco di Paganico Sabino (Andrea Fratini e Carlo Fratini), le antropologhe Paola Elisabetta Simeoni e Alessandra Broccolini (Università “Sapienza” di Roma), Angelo Palma dell’Etnolaboratorio per il Patrimonio Culturale Immateriale, Enrico Bonanni (architetto e grafico), Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio (Libera Pupazzeria), Artemio Tacchia (studioso di storia locale in area Equa), i “pupazzari” di Roviano (Danilo Folgori, Giuseppe Folgori, Giovanni Folgori, Antonio Nagni, Tonino Battisti, Nino Moltoni, Mario Innocenzi, Gianfranco Grisanti, Antonio Coticoni). Hanno dato inoltre la loro adesione, pur non essendo presenti all’incontro, il Comune di Cappelle sul Tavo (Pescara), la Pro Loco di Lama dei Peligni (Chieti), i ricercatori Adriana Gandolfi (antropologa), Roberto Marinelli (studioso del territorio sabino), Amelio Pezzetta (studioso di tradizioni locali di Lama dei Peligni) e Pino Bonifazio (fotografo e documentarista).

Quella della pupazza è una tradizione molto diffusa in Italia centrale (anche se non molto conosciuta), legata al mondo agro-pastorale e all’uso rituale del fuoco. Costruito su uno scheletro di canne e legno rivestito con carta, questo fantoccio dalle fattezze femminili solitamente ha dimensioni gigantesche e forme esuberanti. Durante determinati momenti festivi esso viene indossato da un ballerino e fatto danzare; infine, viene dato alle fiamme.

L’Osservatorio si pone l’obiettivo di studiare e salvaguardare la tradizione delle pupazze, tenendo insieme soggetti diversi che si occupano di questo fenomeno con modalità, ruoli e funzioni differenti.

Per contatti:
rovianomuseo@tiscali.it
+39 3206932279

Marzo. Incontri al Museo

Durante il secondo fine-settimana di marzo, presso il Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene di Roviano, si terranno due interessanti iniziative. Si inizierà sabato 10, alle ore 17.30, con un incontro in memoria di Roberto Leydi, scomparso il 15 febbraio di 15 anni fa. Interverranno Emiliano Migliorini, Paolo Vinati e Vladimiro Cantaluppi, etnomusicologi, che sono stati allievi di Leydi all’Università di Bologna e collaboratori del Fondo Roberto Leydi di Bellinzona.
Leydi (Ivrea 1928 – Milano 2003) è stato tra i più importanti etnomusicologi italiani. La sua è una figura poliedrica e forse per questo la sua notorietà va al di là degli ambienti specialistici della musicologia e delle scienze sociali. Egli collaborava con riviste e giornali, lo si poteva ascoltare alla radio, alla televisione in cui diffondeva, con la affabilità che lo caratterizzava, rudimenti di etnomusicologia e di storia sociale anche tra il grande pubblico. Trasferitosi a Milano, già da giovanissimo fu critico musicale e cronista delle testate milanesi “Avanti” e “L’Europeo”. A Milano collaborò con il Piccolo Teatro e con lo Studio di Fonologia della RAI, assieme a Luciano Berio, Bruno Maderna e Umberto Eco. Si occupò successivamente anche di “cabaret”, genere a cui diede un contributo di rinnovamento (si vedano le biografie delle cantanti Milly e Milva e di Enzo Jannacci) e fu uno dei promotori più significativi del folk-revival (Nuovo Canzoniere Italiano, Almanacco Popolare). Tra gli spettacoli connotati in questo senso vanno ricordati i lavori teatrali Milanin Milanon (Milano, 1962, con Filippo Crivelli), Pietà l’è morta (Parma, 1964, con Giovanni Pirelli e Filippo Crivelli) e Sentite buona gente (Milano, 1967, con Diego Carpitella e Alberto Negrin); ma quello che ebbe maggiore impatto fu sicuramente Bella ciao (Spoleto, 1964, ancora con Filippo Crivelli e Franco Fortini) che fu presentato fra contrasti, polemiche, e perfino denunce penali al Festival dei due Mondi di Spoleto. Notevoli sono stati inoltre i suoi contributi alla diffusione della conoscenza della musica jazz. Con Leydi a Milano e con Carpitella a Roma, la cultura musicale Italiana cominciò ad aprirsi al mondo e l’etnomusicologia assunse una impostazione più in linea con gli studi internazionali. Leydi operò una innumerevole serie di ricerche sul campo, pubblicò moltissimo e produsse numerosi dischi (fu ideatore e curatore della nota collana Albatros). Nei primi anni Settanta iniziò la sua esperienza di insegnamento all’Università di Bologna, durata trent’anni, con la possibilità di coinvolgere molti giovani ricercatori di tutte le regioni italiane, contribuendo a fare dell’Italia uno dei territori meglio documentati d’Europa dal punto di vista etnomusicale.
Tra gli ambiti di ricerca di Leydi un capitolo importante rivestono gli studi sulla musica popolare cretese, effettuati a più riprese fin dagli anni Settanta. A 40 anni da queste prime ricerche i musicisti e studiosi di musiche del Mediterraneo Vladimiro Cantaluppi (violino) e  Alessandro Predasso (voce, chitarra e boulgarì) presenteranno, in conclusione della conferenza, una sintesi di quell’esperienza, eseguendo dal vivo alcune di quelle musiche e guidando gli ascoltatori (con l’ausilio di proiezioni video) attraverso le diverse forme della musica tradizionale di Creta occidentale, incentrate sulla musica a ballo (i sirtos) e la musica urbana (tabachaniotika), che evidenziano una millenaria storia di scambi e adozioni fra Oriente e Occidente.

Domenica 11 marzo, alle ore 11, nella Sala Convegni del Museo, sarà presentato il volume “Il Cibo e la Festa. Pratiche alimentari festive nelle aree appenniniche del Lazio” (Edizioni Efesto, Roma), risultato di una serie di incontri e di attività prodotte all’interno della rassegna “Il Cibo e la Festa”, tenutasi nel 2016 al Museo della Civiltà Contadina, in cui sono confluite una serie di esperienze di ricerca, studi e testimonianze sui saperi, le tecniche e l’insieme di conoscenze, pratiche e consuetudini che stanno alla base del rapporto tra la preparazione e il consumo di cibo e alcuni contesti festivi delle zone appenniniche del Lazio. Interverrà l’antropologa Alessandra Broccolini (docente all’Università “Sapienza” di Roma e presidente di Simbdea) e saranno, inoltre, presenti il curatore del volume e alcuni degli autori del libro. Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo al Museo con la degustazione di alcuni prodotti locali.

Programma completo

SABATO 10 MARZO

17.30 “In ricordo di Roberto Leydi. A quindici anni dalla scomparsa”
Conferenza: intervengono Emiliano Migliorini, Paolo Vinati e Vladimiro Cantaluppi

A seguire, Concerto di Musiche Cretesi (Vladimiro Cantaluppi: violino; Alessandro Predasso: voce, chitarra e boulgarì)

DOMENICA 11 MARZO

Ore 11 Presentazione del volume “Il Cibo e la Festa. Pratiche alimentari festive nelle aree appenniniche del Lazio” (Edizioni Efesto, Roma).
Interviene Alessandra Broccolini (Università “Sapienza” di Roma).

Ore 12.45 Aperitivo al Museo

I costruttori di pupazze di Roviano all’IMP di Palermo

Il prossimo 27 febbraio i costruttori di pupazze di Roviano sono stati invitati, quali rappresentanti del patrimonio culturale immateriale italiano, alla conferenza dell’Intangible Cultural Heritage and Museum Project (IMP), che si terrà presso il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino di Palermo, un incontro internazionale in cui si cercherà di mettere in luce il ruolo che i musei potrebbero svolgere nel processo di dialogo e di condivisione con gli attori del patrimonio immateriale.

L’obiettivo del progetto, che coinvolge cinque paesi (Belgio, Olanda, Francia, Svizzera, Italia), è quello di rinforzare le capacità professionali di operatori e professionisti dei musei nei paesi del partenariato, costruire una rete di scambi internazionali e interdisciplinari e opportunità di networking, in particolare sul ruolo dei musei nella salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. Il progetto richiama lo spirito della Convenzione UNESCO 2003 (Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale), attenta al riconoscimento della centralità delle comunità e dei portatori di saperi nel processo di costruzione patrimoniale.

I costruttori di Roviano testimonieranno la loro esperienza, assieme ai rappresentanti di altre importanti manifestazioni culturali: i Tenores di Bitti, il s’cianco (gioco della lippa) di Verona, el felze (i costruttori di gondole) di Venezia. Nella prima conferenza, tenutasi a Rotterdam nel novembre del 2017, avevano portato il loro contributo: l’EUMM (Ecomuseo Urbano Metropolitano di Milano Nord), il Museo della Marineria di Cesenatico, Il Museo Etnografico Maison Bruil d’Introd e il progetto Tascapan della Valle d’Aosta, la Casa Lussu di Armungia (Cagliari).

“Questo invito – spiega in una nota il direttore del Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene, Emiliano Migliorini – è il frutto del lavoro di collaborazione tra il Museo di Roviano e i portatori di cultura locali che, per quanto riguarda il tema delle pupazze, si è reso concreto attraverso l’organizzazione la scorsa primavera di un evento complesso, con la realizzazione di laboratori di costruzione, con un incontro tematico a cui hanno partecipato esperti demoetnoantropologi e etnomusicologi e con la costituzione di un gruppo di ricerca su questo fenomeno, importante, diffuso, ma ancora poco studiato. La partecipazione all’IMP è il riconoscimento dell’impegno progettuale che, assieme a varie componenti, il Museo ha messo in atto e vuole far progredire e crescere, in una prospettiva di studio e salvaguardia del patrimonio culturale materiale e immateriale”.

Maggiori informazioni su: www.ichandmuseums.eu/en

Programma

8h30 Registration
9h00 Welcome by Rosario Perricone (Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino)
9h45 KEYNOTE | ‘Examining the Role of Museums in Taking a Participatory Approach towards ICH Safeguarding’ by dr Janet Blake, Associate Professor, Faculty of Law and academic member of the Centres of Excellence for Education in Sustainable Development and Silk Roads Studies, Shahid Beheshti University (Tehran)
10h30 Five museums from Italy, France, Belgium, The Netherlands and Switzerland present their inspiring example on intangible heritage and participation, followed by a group conversation Museum Hof van Busleyden (Belgium), Sigrid Bosmans: Uw Toren Is Niet Af (Your Tower isn’t Finished) | Amsterdam Museum (The Netherlands), Annemarie de Wildt: Representing Mokum/Damsko | Fédération des écomusées et musées de société (France), Céline Chanas: Sortons des clichés! | Musée d’ethnographie de Neuchâtel (Switzerland), Grégoire Mayor: In the valley of images | Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino (Italy), Rosario Perricone: Museo della performance (A Performance Museum)
12h25 ‘The practitioner’s voice’: interview with four Italian practitioners of intangible cultural heritage on collaborating with museums Panel of ICH-practitioners from Italy: Diego Caloi (Aga, S’cianco, Verona), Alessandro Ervas (El Felze, Venice) and Danilo and Giuseppe Folgori (Le pupazze di Roviano) 14h35 Working groups on intangible heritage, museums and participation. How can museums and practitioners of intangible cultural heritage work together in a successful and sustainable manner?
16h35 Presentation of the contemporary co-creation realised by the Company of the Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino17h20 Concluding observations by Lauso Zagato
18h00 The Company of the Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino performs the ‘Duello di orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica’

Opportunità di tirocinio curriculare presso il Centro di Documentazione del Museo

Il Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene propone due tirocini formativi curriculari, di 60 e 200 ore, in convenzione con l’Università “Sapienza” di Roma. I tirocinanti potranno collaborare allo svolgimento di una o più attività all’interno del Centro di Documentazione e Laboratorio Multimediale del Museo tra cui il recupero e la salvaguardia di vecchi materiali documentali, acquisendo le competenze per la digitalizzazione, l’indicizzazione e la catalogazione della documentazione.
Tra gli obiettivi formativi: recupero e salvaguardia di documentazione audiovisiva; acquisizione di competenze nell’ambito della digitalizzazione, della indicizzazione e della catalogazione di documentazione demoetnoantropologica; realizzazione di produzioni audiovisive; nozioni di metodologia e tecnica della ricerca sul campo; elementi di museografia; elaborazione di contenuti digitali in vista dell’integrazione di elementi multimediali nel percorso di visita museale; aggiornamento e implementazione multimediale di siti web.

I tirocini sono rivolti agli studenti dell’ Università “Sapienza”, (Area: LETTERE E FILOSOFIA) per i seguenti corsi:
Arti e scienze dello spettacolo (Laurea Triennale D.M. n. 270/2004);
Arti e scienze dello spettacolo (Laurea Triennale D.M. n. 509/1999);
Digital audio/video editing (Master);
Digital Heritage. Cultural Communication Through Digital Technologies (Master);
Gestione e valorizzazione del territorio (Laurea Magistrale D.M. n. 270/2004);
Gestione e valorizzazione del territorio (Laurea Specialistica D.M. n. 509/1999);
Progettazione e gestione dei sistemi turistici e del patrimonio culturale (Master);
Restauro digitale audio/video (Master);
Storia culture e religioni. Dall’antichità all’età contemporanea (Laurea Triennale D.M. n. 270/2004);
Beni Demoetnoatropologici (Scuola di Specializzazione);
Culture e società del Mediterraneo e dell’Oriente (Laurea Specialistica D.M. n. 509/1999);
Discipline Etno-Antropologiche (Laurea Magistrale D.M. n. 270/2004);
Discipline Etno-Antropologiche (Laurea Specialistica D.M. n. 509/1999);
Musicologia e beni musicali (Laurea Specialistica D.M. n. 509/1999);
Storia, Antropologia, Religioni (Laurea Triennale D.M. N. 270/2004);
Studi storici, storico-religiosi e antropologici (Laurea Magistrale D.M. n. 270/2004);
Studi Storico-Religiosi ed Etno-Antropologici (Laurea Specialistica D.M. n. 509/1999);
Teorie e pratiche dell’antropologia (Laurea Triennale D.M. n. 270/2004);
Teorie e pratiche dell’antropologia (Laurea Triennale D.M. n. 509/1999).

Tutti i dettagli in: https://www.jobsoul.it/SoulWeb/schedaTirocinio.action?idOpportunita=278002AB-4B6F-4D4E-A4C1-3194A38168CE

Per informazioni inviare una mail a rovianomuseo@tiscali.it

Pubblicato il volume “Il Cibo e la Festa”

È disponibile, dopo un lungo lavoro di redazione durato esattamente un anno, il volume Il Cibo e la Festa. Pratiche alimentari festive nelle aree appenniniche del Lazio. Il libro, pubblicato con le Edizioni Efesto di Roma, raccoglie gli Atti del Convegno tenutosi il 18 settembre 2016 presso il Museo della Civiltà Contadina, con l’integrazione di ulteriori contributi e con la restituzione delle immagini che sono state esposte durante la mostra. Il volume presenta una pluralità di sguardi sul tema del cibo e la festa, argomento molto complesso e particolarmente vasto (seppur qui limitato ad un’area specifica), con l’intento di concorrere alla definizione di una mappa del cibo festivo nel Lazio.
L’opera inaugura la nuova collana “Quaderni del Museo di Roviano” che mira a raccogliere i risultati delle attività di studio e di ricerca nell’ambito delle iniziative realizzate in ambito etnoantropologico, etnomusicologico e museografico dal Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene, con particolare considerazione di temi riguardanti il territorio del Lazio.

Il volume accoglie i seguenti contributi:
Emiliano Migliorini, Introduzione | SUL CIBO E LA FESTA Lucia Galasso, Cibo e sacro | Paola Elisabetta Simeoni, Mangiare a crepapelle. Cibo per i Santi | Artemio Tacchia, Panarde, cenacoli e rinfreschi nell’area equa, tra Lazio e Abruzzo | CONTESTI Elisabetta Silvestrini, Amatrice. Dal cibo dei poveri alla notorietà gastronomica | Luciano Ledda, Il consumo del vino nelle osterie a Roma e nella Campagna Romana nei secoli XIX e XX. Socialità, aggregazione e mescita | Pino Bonifazio, La festa della Madonna degli Angeli di Canterano | Susanna Guerini, Il cibo di San Biagio in alcuni contesti festivi del Lazio| Alessandra Pelagalli, Le Fave dei Morti: un cibo per ricordare i defunti il 2 novembre diventa tradizione ad Aquino | Emiliano Migliorini, La “Panata” di San Sebastiano a Fumone | Maria Tumminia, La frasca di Sant’Antonio Abate a Vivaro Romano | Laura Gatti, La panarda di Porciano | Emanuela Panajia, Alimentare la fede. Pratiche di consumo e preghiera per la festa di Sant’Antimo a Nazzano | TESTIMONIANZE Elsa Di Meo, Il Pane e le sue forme. Come nasce l’intervista al Prof. Alberto Mario Cirese | Michela Moltoni, La ciammèlla degli sposi a Roviano | LA MOSTRA FOTOGRAFICA immagini di Pino Bonifazio | Ilenia Folgori | Gioacchino Giammaria | Benedetto Pafi | Angelo Palma | Emanuela Panajia | Malvina Picariello | Artemio Tacchia

Il libro è presente nei principali cataloghi di librerie on-line ( www.ibs.it/cibo-festa-pratiche-alimentari-festive-libro-vari/e/9788894855296?inventoryId=76015984 | www.hoepli.it/libro/il-cibo-e-la-festa-pratiche-alimentari-festive-nelle-aree-appenniniche-del-lazio/9788894855296.html ) e dalla prossima settimana presso il bookshop del Museo con il 25% di sconto (offerta lancio fino al 15 novembre).

ISBN 978-88-94855-29-6

Per informazioni: rovianomuseo@tiscali.it

Canti e pianti di morte. La donna nei rituali funebri

Sabato 8 Aprile 2017, dalle ore 10, presso la Sala Convegni del Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene di Roviano, si terrà la giornata di studi sul tema Canti e pianti di morte: la donna nei rituali funebri, coordinata da Emiliano Migliorini e Fabio Petrelli. Gli interventi di carattere scientifico ed accademico, approfondiranno vari aspetti della figura femminile legati alla dimensione del lutto, della morte, del cordoglio e delle pratiche rituali e devozionali, e di come attraverso i documenti demoetnoantropologici e iconografici si possa focalizzare la dimensione archetipica del canto e del pianto di accompagnamento al morto o di come tali forme siano ancor oggi elementi della devozione popolare e motivi di indagine nell’arte contemporanea. Una parte della discussione sarà incentrata sul rapporto tra lamentazione e devozione popolare.

Questi gli ospiti e i relativi interventi: Eugenia Battisti (Direttore dell’Archivio Eugenio Battisti, curatore e storico dell’arte), Il pianto femminile. ll ritorno del rito nell’arte contemporanea; Claudia Gina Hassan (rciercatrice, Università di Roma “Tor Vergata”), Pianto e memoria. Il caso dell’ebraismo tripolino; Emiliano Migliorini (etnomusicologo, Direttore del Museo della civiltà contadina dell’Aniene di Roviano); Pianto e devozione. Percorsi etnomusicologici; Fabio Petrelli (storico dell’arte), Le lacrime archetipiche. Il tema del pianto tra iconografia popolare e fotografia di interesse antropologico; Salvatorika Savigni (contralto e storico della musica), “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Genesi e sviluppo dello Stabat Mater.

In chiusura si proietteranno due brevi documentari inerenti gli argomenti di dibattito: “Stendalì” di Cecilia Mangini (1960) e “Venerdì Santo” di Gaetano Crivaro (2014), che si inseriscono nell’ambito della Rassegna “Ricerche in vista 2017”.

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